#Speciale GMG Cracovia 2016

“Di quanti beni ci ha colmato il Signore! […] 
Tanto più dobbiamo ringraziare il Signore,
Che ci ha fatto uscire dall’ Egitto
Che ha fatto giustizia del faraone
Che ci ha liberato da tutti i nemici
Che ci ha dato le loro ricchezze…
Che ha aperto il mare per noi…
Che vi ha affondato i nostri oppressori…
Che ci ha donato un cammino nel deserto…
Che ci ha nutrito con il pane della vita…
Che ci ha dato il giorno del Signore…
Che ci ha donato la nuova alleanza…
Che ci ha fatto entrare nella chiesa…
Che ha costruito in noi il suo tempio…
e lo ha riempito del suo spirito Santo
nel perdono dei peccati!
Cristo nostra Pasqua è risorto per noi!
Alleluja”

 

Buon pomeriggio a tutti, cari lettori!
Non mi sono fatta sentire per un po’, prima per lo studio, poi perché sono partita per Cracovia, per partecipare alla  GMG, Giornata Mondiale della Gioventù con Papa Francesco.
La prima Giornata Mondiale della Gioventù è stata un’invenzione di Papa Giovanni Paolo II, ma egli affermava «Sono i giovani stessi che hanno inventato la GMG».
In questo giorno vi è una celebrazione eucaristica concelebrata dal Papa e sacerdoti da tutto il mondo, nella quale i ragazzi si incontrano in Cristo.
Fin da quando ero bambina ho sempre voluto parteciparvi, immaginando come sarebbe stato, ma mai avrei immaginato ciò che ho realmente vissuto.
E voglio condividere quest’esperienza con voi, perché innanzitutto ho creato questo blog per potermi esprimere liberamente ed esternare i miei sentimenti, ed anche perché credo che un’esperienza così bella debba essere raccontata.

La mattina del 27 Luglio – strapiena di valige, e con la speranza che non superassero i 23kg- sono salita su quell’aereo che di li a poco mi avrebbe portata in una nuova città.
Facendo scalo a Roma, alle 15.05 in punto sono arrivata all’ aereoporto di Cracovia, dove, a me e ai miei fratelli del Cammino Neocatecumenale, ci aspettava la nostra guida polacca, Beata, una signora su una quarantina d’anni, che parlava benissimo l’italiano, e che ci ha portati fino in hotel, a Tarnow, un paesino in provincia di Cracovia.
La sera, stanchi, dopo aver fatto la Compieta, e dopo che il nostro catechista ci ho posto una semplice domanda ” Perché siete venuti qui?” da chiederci in noi stessi, siamo andati a dormire,  aspettando il giorno seguente.

E’ stato pressoché un pellegrinaggio stancante, ma altrimenti non si sarebbe chiamato pellegrinaggio.
Nel pomeriggio del 28 Luglio abbiamo visitato i Campi di Concentramento e di Sterminio, Aushwitz e Birkenau.
Pensare che stavo camminando su quelle stesse pietre, su quel fango, su quella terra che ha visto morire migliaia e migliaia di persone innocenti, che un uomo considerava inferiori, mi ha accapponato la pelle; così come sentire la storia di Padre Kolbe, storia che conoscevo, ma che ascoltare lì era completamente diverso.
Ed ho subito pensato a quante altre persone, delle quali non conosciamo la loro storia, si siano sacrificate, per salvarne altre.
Ho pensato a quelle persone che si lanciavano verso il recinto di filo spinato per togliersi la vita, perché morire in quel modo sarebbe stato migliore.
A quegli ebrei, che prima di morire intonavano lo Shemà.

“Shemà Israel
Ascolta Israele
Shemà Israel
Ascolta Israele 

Adona Elohenu
Il Signore è nostro Dio
Adona Ehad
Il Signore è uno. “

Ed è stato ancora più toccante cantare lo Shemà insieme ai miei fratelli, di fronte quel binario, nel quale era partito il primo treno con i deportati verso Aushwitz.

Nel giorno successivo siamo andati a Czestochowa e abbiamo visitato Jasna Gora, il Santuario della Madonna Nera, alla quale abbiamo chiesto una Grazia.
Entrati dalla porta principale abbiamo notato quante miriade di persone ci fossero, restando meravigliati della grandezza del Signore, non immaginandoci che il giorno successivo alla Veglia con il Papa e alla Giornata della Santa Messa con Papa Francesco ne saremmo stati milioni e milioni di più.
La visita alla Madonna è stata la più toccante per me.
Mentre mi avvicinavo, in mezzo alla folla, in quel piccolo tabernacolo che custodiva l’immagine della Madonna con in braccio Suo figlio, sono scoppiata a piangere.
Piangevo mentre pensavo che l’unica cosa che volessi fare era la Volontà di Dio, e chiedevo alla Madonna di intercedere, di illuminarmi su quale fosse la via.
Piangevo mentre cantavo canti a Maria, ed insieme a me, il mio fidanzato, i miei fratelli in Italiano, fratelli di tutto il mondo, in Spagnolo, Portoghese, Inglese, Cinese, Finlandese, tutti in lingue diverse cantavamo: Maria, Beata Maria! Tu hai creduto alla Parola del Signore!

Ed i pianti non sono finiti lì! Nel pomeriggio abbiamo partecipato alla Via Crucis con il Papa, e il giorno seguente abbiamo camminato per più di 14km sotto al sole, con zaini, sacchi a pelo e tende per la notte.
C’era chi abitava in quelle vie che ci offriva da bere, o ci bagnava con il tubo dell’acqua; bambini che ci offrivano caramelle, biscotti e latte, e noi che camminavamo, un fiume di persone da tutte le parti del mondo, che sventolavamo le nostre bandiere ed eravamo felici!
La gioia la si carpiva in ogni volto: chi cantava, chi suonava le chitarre, i bonghi, le nacchere, i cembali, chi andava a ritmo battendo le mani, chi cantava in italiano, in inglese, in francese o in spagnolo, ma eravamo tutti lì per lodare il Signore!
Arrivati al Campus Misaricordiae ci siamo accampati per la notte, continuando a danzare e cantare, aspettando il giorno seguente per la Messa con Papa Francesco.
« Che Dio benedica i vostri sogni» ha detto il Papa alla fine della sua omelia, e credo che questa frase non me la dimenticherò mai.
Il giorno seguente, noi del Cammino Neocatecumenale siamo stati all’incontro vocazionale con Kiko Arguello, il fondatore del Cammino.
Io ed i miei fratelli eravamo sotto al palco, seppur sporchi di fango, tant’è che ho dovuto buttare le mie espadrillas, e abbiamo ascoltato le catechesi di Kiko e Padre Mario.
Hanno mandato anche un video di pochi minuti, in cui Carmen Ernandez,  fondatrice del cammino insieme a Kiko e Padre Mario, morta meno di un mese fa, a causa della sua malattia, fa anche lei una piccola catechesi, che ascoltiamo commossi insieme a Kiko.
Dopo aver ricevuto così tanta Parola, andiamo a mangiare in un ristorante tipico di Cracovia e io e il mio ragazzo balliamo la Krakoviecy, una specie di nostra tarantella.
Ci spostiamo nell’Hotel a 5 stelle situato al centro di Cracovia, e partono le visite presso il Santuario della Divina Misericordia, con il convento di Santa Faustina, ed il Centro “Non abbiate Paura” per Giovanni Paolo II, visitando anche le sue spoglie, con la veste ancora sporca del suo sangue.
Poi abbiamo visitato la città e tra Hard Rock, Sturbucks, KFC, giro in carrozza con i cavalli, bar di Harry Potter, e mercatini di Souvenir il nostro pellegrinaggio è finito.
Il mattino seguente i bagagli erano già pronti per essere spediti, ma il mio cuore voleva ancora rimanere lì un altro po’.
Non mi dimenticherò mai del sole che picchiava, dei lunghi kilometri fatti con i bagagli sulle spalle, della zuppa – che a quanto pare è il loro piatto tipico, delle risate, degli zloty -la loro moneta,  dei sorrisi, di tutte quelle bandiere che sventolavano, della Krakoviecy, del fatto che lì non esiste il bidè,  della pioggia che ci ha presi di ritorno dal Papa, di Beata – la nostra guida, di una vecchietta che a Tarnow, quando le abbiamo chiesto indicazioni per il supermercato, a me e al mio fidanzato, ci ha regalato delle mele, di quest’esperienza fantastica.
E l’ultima cosa che ho da dire è: Ci vediamo a Panama!

Debbi96

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