Newstory – 4° Capitolo

Vanilla and Cherries

Fammi vedere quanto puoi essere importante.
Le sue parole gli risuonavano ancora nella mente.
Era rimasto stordito, sentiva ancora il suo profumo sotto al naso.
Sapeva di vaniglia e ciliege.
Era un profumo intenso e sensuale.
E quello sguardo.
Non riusciva a toglierselo dalla mente.
Aveva i suoi occhi puntati addosso.
Un paio di occhi grandi, color cioccolato.
Lo scrutavano, lo penetravano.
Si sentiva in soggezione, eppure sentiva che lei con lui aveva abbassato le difese.
« Mi scusi, signore? Mi scusi lei ha già ordinato?»
Era troppo preso dai suoi pensieri per sentire il suono della voce della cameriera.
« Oh, no, grazie!» guardò fisso il menù.
« Non ha ancora scelto? Volete che ripasso più tardi?»
Stava per rispondere, quando una voce familiare rispose per lui.
« Due Napoli, grazie!»
Jennifer si sedette al suo stesso tavolino.
« Arrivano subito!» la cameriera raccolse i menù, e sfrecciò via sui suoi pattini rosa.
« Spero che non ti dispiaccia la mia compagnia!» gli sorrise, le labbra carnose tinte di rosso incurvate all’insù.
« Ma no, certo che no!» rispose prontamente lui.
Stavano in una piccola tavola calda, non era molto conosciuta, eppure Daniel andava lì spesso. Si trovava bene in quell’ambiente, si sentiva quasi a casa.
Le cameriere ti accoglievano sempre con il sorriso, e non volevano mai la mancia.
Il proprietario si chiamava Antonio,  veniva dal Sud dell’ Italia.
Raccontava spesso di casa sua: del profumo del pane fresco la mattina, delle vecchiette alle finestre, e dell’odore del mare.
Raccontava che la famiglia era una famiglia di pescatori, che vivevano di quello Dio donava loro ogni giorno, e che sebbene fossero numerosi, non mancava loro mai nulla.
Durante la guerra però si sono trasferiti, sono “migrati”, e solo pochi della sua famiglia sono rimasti. Lui aveva sempre avuto il sogno di girare il mondo, e guadagnati i soldi si comprò una macchina. Quando mise in moto, non tornò più indietro.
Sua moglie, Susan, lavorava nel locale, ed ogni tanto qualche nipotino spuntava, aiutando i nonni alla cassa.
I panini arrivarono. Sapevano d’ Italia.
« Vieni spesso qui?» stavolta prese lui la parola
« Si, in effetti. Non è lontano dal lavoro e posso arrivarci comodamente a piedi!»
« Strano che non ti abbia mai notata!»
« Probabilmente venivamo in orari diversi… »
« Probabilmente.»
Daniel continuò a mangiare il suo panino, notando una nota di dispiacere nel tono di Jennifer, e si affrettò a dire « Solo uno stupido non può notare ragazze carine come te!»
Jennifer arrossì.
« Allora come ti trovi con la “Terrificante”?»
Daniel rise « Ah, è così che la chiamate?! Dai non è tanto tremenda!»
« Probabilmente sei il primo che la pensa così! Ma ti raccomando di non aprire bocca e non dirle nulla!»
« Dire nulla a chi?!»
Entrambi guardarono dalla stessa direzione dalla quale proveniva la voce. Alice.
Daniel era rimasto per un attimo interdetto.
«Oh, proprio a nessuno signorina!»
« Non sapevo che voi foste così intimi » sottolineò la parola “intimi”.
« Sto solo pranzando con una collega » rispose vago lui
« Beh, goditi questo momento di pausa, che non sarà sempre così semplice per te, mister Importanza» a Daniel scappò un sorriso.
« Ci vediamo»  fece un accenno con la mano e se ne andò, così come era arrivata, lasciando dietro di se una scia di vaniglia e ciliegie.

Debbi96

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